Castellammare del Golfo si trova in provincia di Trapani è un luogo molto pittoresco con le case dei pescatori quadrate dipinte di bianco e giallo ocra, sale il piatto declivio del Monte Niviere. Subì nel corso dei secoli varie distruzioni, ma venne sempre ricostruita, dagli Arabi e dagli Spagnoli. In questa guida vedremo in particolare come visitare Castellammare del Golfo, in particolare la parte storica, passando per i bagli, torri e dintorni.

Le costruzioni che maggiormente caratterizzano il territorio di Castellammare del Golfo, dal punto di vista storico ed architettonico, sono (insieme alle torri di avvistamento ed alle tonnare) i bagli di epoca araba. In Sicilia, i bagli si caratterizzano come fattorie fortificate, dotate di ampi cortili e la loro nascita è legata alla colonizzazione (fra il Cinque e il Settecento) delle aree interne e disabitate dell’isola, da parte di baroni e signorotti locali. I bagli sono quindi espressione del feudo e del latifondo che, nella Sicilia dell’epoca, sostentavano i profitti delle classi elevate. Diversificati nella struttura (talvolta simile a quella dei castelli o a fortezze inespugnabili, altre a dimore signorili), i bagli si caratterizzano comunque come nuclei abitativi fortificati a servizio delle attività dei latifondi, all’interno dei quali vivevano non solo i proprietari terrieri, ma anche i contadini (stagionali o stanziali).

Il baglio era dunque dotato di un notevole numero di alloggi (tale da permettere, allo stesso tempo, la convivenza e la separazione fra coloro che vi abitavano, destinando i piani superiori al “padrone” e alla sua famiglia e quelli inferiori ai contadini) e di zone per il deposito del raccolto e per l’alloggio degli animali. La forma più diffusa di baglio, in Sicilia, è quella cosiddetta “a corte”, in cui le strutture erano tutte raggruppate intorno ad un cortile centrale. La comunicazione con l’esterno avveniva tramite un’unica apertura. Ciò permetteva, oltre ad un miglior controllo delle merci in entrata ed in uscita, anche maggiori possibilità di difesa.

 

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Baia di Guidaloca

 

Partendo da Scopello. Dalla SS 187 (direzione Trapani) e imboccando il bivio a destra per Scopello, si giunge alla baia di Guidaloca, dominata da una torre cilindrica cinquecentesca, posta a guardia della costa.

 

Tonnara_di_Scopello

Tonnara di Scopello

 

Dopo circa cinque chilometri si raggiunge il complesso della Tonnara di Scopello, protetto da due torri, una risalente al Duecento, della quale rimangono pochi ruderi, l’altra opera dell’architetto Camillo Camilliani (XVI secolo). Poco più in alto sorge il Borgo, un incantevole agglomerato contadino sorto intorno al settecentesco baglio che, a sua volta, sembra abbia sfruttato preesistenti strutture di epoca arabo-normanna. Della più antica fase di costruzione rimangono ancora visibili le fondazioni in pietra dei lati settentrionale e occidentale.

Più alto, su una rupe che sovrasta il borgo e sulla stessa linea della torre che sovrasta la tonnara, sorge la Torre Bennistra, risalente al XVI secolo. L’itinerario prosegue (tornando indietro sino al primo bivio) in direzione di Viscàri, luogo in cui sorge un agglomerato rurale che costituisce un ottimo esempio di architettura spontanea.
A pochi chilometri si eleva il Castello di Baida del quale permangono alcuni tratti della vecchia fortificazione, i resti dei torrioni angolari, di forma ottagonale e il prospetto, ancora integro e sormontato da merli.

 

Cortile Interno del Castello di Inici

Cortile Interno del Castello di Inici

 

Proseguendo ancora oltre si giunge al settecentesco borgo di Balata di Baida. A questo punto è necessario tornare sulla SS 187 e proseguire per circa tre chilometri prima di imboccare, a sinistra, la strada che conduce al Castello di Inici e dalla quale si raggiunge il Baglio Strafalcello, uno dei più suggestivi complessi architettonici del territorio, dalla cui posizione è possibile ammirare un panorama vastissimo, che va dalla baia di Guidaloca al Monte Erice.

Superato il vicino Baglio Fontana, è possibile imboccare il bivio che conduce al Baglio Lisciandrini (in dialetto, Sciannirini), il cui nome sembra derivare dal latino Sancta Irini (Santa Irene), divenuto Sciant Irini in epoca araba. Sembra che alla Santa fosse dedicata la chiesa bizantina collocata all’interno del baglio, come sembra essere testimoniato da ritrovamenti ceramici di superficie. Particolarmente interessante la posizione di questo baglio che, strategicamente, si trovava sulla via di collegamento tra Segesta, la Baia di Guidaloca e l’antico sito di Cetaria-Scopello.

La strada che porta al Castello di Inici si caratterizza per la sua suggestione: qui infatti si trovano i cosiddetti “gorghi neri“, un corso d’acqua che scorre in una profonda gola, ricca di vegetazione. Terminata la salita, si giunge al Castello, la cui mole maestosa domina l’intero paesaggio. La tradizione vuole che il castello, edificato in epoca settecentesca e poi passato poi in mano araba, normanna, sveva ed angioina, sorga al centro della mitica città di Inico.